Dai primordi dell'umanità, l'uomo ha cercato sempre di affermare la propria consapevolezza di esistere, la propria autonomia intellettuale, cercando di immortalare se stesso nell'immutabile. Ed è spinto dall'ignoto, dal ricercare altro fuori di se, dalla ingordigia di sapere ottenebrato dai sensi. E se quest'ignoto così ricercato, così combattuto tra le varie genti del mondo, è al contempo anche fonte di paure e di angoscie che portano l'uomo ad un continuo domandarsi su se stesso e sulla ragione ultima dell'universo. Animale intelligente, forse il più infelici tra tutti i viventi a ragione di questo suo intelletto scorrevole e mutevole, ma che è sempre lo stesso e sempre lo sarà perchè lo è sempre stato. Anche questo mio scrivere è dettato sicuramente dalle leve dell'ignoto, dalla fame della verità e sicuramente anche dalla conseguenziale paura e forte angoscia che penetra fin dentro le ossa, che si insinua dentro le viscere più malefiche portandole ad un marcire insensato. E qual'è l'orrore più consistente, quello più pragmatico e più ricercato dall'uomo ricercatore accanito di certezze se non la signora morte, che non guarda in faccio al bello e al brutto, al grande ed al piccolo e al povero e al ricco. Signora dello stesso universo, faccia oscura della medaglia che vede quella della vita, che arriva a falciarci con lo strumento più nero che ci sia. L'uomo, segnato da una clessidra irreversibile, non rinvigorisce come le stagioni che tutte decadono e rifioriscono, ma è portato ad una sola stagione, un solo giro dell'orologio, che dal sole volge alla notte infinita. E per uno stupido ateo come me, se è lecito definirmi così, è infinitamente folle questa esistenza nella quale, come tutti ben sanno, si nasce e si muore senza saperlo ne volerlo. Dopo la vita l'abisso più nero. Nessuna luce divina, nessun luogo predisposto ad una seconda vita, perchè l'orrendo sta proprio in questo, cioè che una seconda vita non ci è concessa. E non ci è concessa perchè nessuna entità metafisica benevola o malevole quale possa essere, esiste o, posto esistesse, si interesserebbe agli affari della nostra vita e morte fisica e spirituale, per coloro i quali continuano invano a crederci. Questi quesiti, troppo grandi per l'uomo in quanto, troppo oscuro è il problema, troppo breve la vita.
Quando scende la sera, spesso mi capita di riflettere della vita, della gente, di di me stesso. Sapere che domani non sarà come oggi, che il domani è dubbio. Mi preoccupo, mi preoccupo anche e soprattutto dei miei pensieri, alla mia età dovrei fottermene come fanno tutti, pensare solo a divertirmi e basta. Ma non è parte di me questo atteggiamento. In questo periodo infatti, credo di essere molto riflessivo anche se spesso non lo dimostro con gli altri. Forse è proprio per questo che le cose vanno così, forse no. Mille e mille pensieri avanzano nella mia mente, belli, brutti, ma tutti appartenenti a me. Il ricordo dell'estate trascorsa, il caldo, il mare... e pensare che quest'estate molti non ci saranno, il nostro gruppo sarà sempre più piccolo. Perchè le cose devono cambiare? perchè niente può rimanere immutato? La vità è cambiamente, e ci dobbiamo abituare tutti. Tutto cambia, tutto mura. Carpe Diem... sarà una fesseria, ma è la cosa più giusta che si possa fare, perchè esiste sempre e solo un unico treno. Altri treni arriveranno, ma saranno sempre diversi. Io spesso questi Momenti Fuggenti, non li ho colti, per stoltezza, per idiozia. Continuo a scrivere, ma sono sicuro che queste fugacità mi sfuggiranno ancora e ancora. Perchè scrivo tutto ciò? Insensatezza all'apparenza, ma niente è mai senza significato. Deserto, deserto e solo deserto. Ed il silenzio tuona.
"Sei andato a scuola, sai contare?"
"si so contare"
"E sai camminare?"
"so camminare"
"E contare e camminare insieme lo sai fare?"
"credo di si"
"Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.."
"ma dove stiamo andando?"
"..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?
U zu Tano ci abita qui..
cento passi ci sono da casa nostra, cento passi"
(from the movie "I Cento Passi"
by M.T. Giordana about the biography of Peppino Impastato)
Nato nella terra dei vespri e degli aranci,
tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare,
la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato,
di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore
e non se un'ideale ti porterà dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare
solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"Noi ci dobbiamo ribellare" (from the movie)
Poteva come tanti scegliere e partire,
invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito..
alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati,
ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito,
gli amici disperati non l'hanno più trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare,
dimmi se sai anche camminare,
contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Era la notte buia dello Stato Italiano,
quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro,
l'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare,
dimmi se sai anche camminare,
contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
"E' solo un mafioso, uno dei tanti"
"E' nostro padre"
"mio padre, la mia famiglia, il mio paese..
ma io voglio fottermene!
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!
io voglio urlare!"
LA MAFIA UCCIDE
IL SILENZIO PURE
Sono molto annoiato , vorrei impiegare il mio tempo con qualcosa di interessante. La musica che vomita note ambigue dalle casse del mio piccì... forse dovrei mettere un più alto volume, ma a quest'ora non posso proprio. Un growl che non mi dice assolutamente nulla quello di adesso, il solito sporco ma mediocre growl di gruppi fotocopia dell'altro. Milano, città della musica in questo merda di paese, a giugno di quest'anno ci sarà il GoM07' e spero proprio di andarci almeno la terza data, quella più possibile in quanto in quel tempo non ci sarà più il fetore della scuola. Che rompimento, mi lasciano troppi compiti insulsi e insignificanti. Il metodo è sicuramente sbagliato, come è sbagliata tutta la scuola dello stivale in generale. Professori e alunni, circa sei ore mattutine passate assieme ogni giorno, ma così lontani tra di loro. Bisognerebbe creare un rapporto saldo Professori-Alunni. Finalmente quel growllare idiota è finito, un'altra band death, questa volta i Morbid Angel, questi si che spakkano. Povero Accetta, ancora ho in mente la scena raccontata dell'incidente il giorno del concerto dei Deep Purple, motori che volavano, macchine che investivano ed il chiodo scaraventato giù nel burrone. Almeno adesso quel chiodo cel'ho solo io. Ohhh, finalmente gli Impaled in questa radio, la più true che io abbia mai ascoltato. Gesù Cristo, non provo ne odio ne amore, ma provo odio per il cristianesimo, per la chiesa. I soldi, quanto è bello il vile denaro, che volgarità. Le puttane si comprano con i soldi, si compra le gente, gli si infila una mefisto in culo e si fa esplodere la merda fuoriuscente dal cunicolo anale. Quel noioso Lovecraft mi ha rotto, ma al più presto devo continuare da dove ho lasciato il racconto delle Motagne della follia, il brano più dettagliato e raccontato nei minimi particolari che io abbia mai letto. Mosche, quanto erano odiose d'estate quando mi svegiavano dall'afosa notte estiva. Mosche e zanzare dovrebbero morire tutte, magari sciolte in qualche super-insetticida liquido o magari ancora, con maggior sicurezza, in qualche forma di acido corrosivo e letale. Quel sogno è stato davvero così reale, così vero, così bello. Magari il bisogno di fare ciò che ho fatto nel sogno, magari farlo con un buon cd dei Pantera, come 5 minute alone che sta scorrendo proprio adesso. Musica, che bella la musica, sfogo dell'anima e della mente. Domani 5/quarti forse, un buon thrash che non stanca mai, diciamo. Dopo essere usciti ovviamente con gli amici del gruppo, mangiamo una bella pizza al Grifone, o in qualche altro posto simile. Oh, che mal di schiene proprio adesso che sto scrivendo, mi servirebbe molto fare un po di palestra ma è il tempo quello che mi manca. Mi pizzica il naso, ancora reggie bene, odioso raffreddore, odiosa allergia che quest'anno è venuta prestissimo a causa di questo tempo impazzito. Tutta colpa di noi consumisti che stiamo ammazzando un po alla volta la salute di questo mondo ormai malato. Gas nocivi, i nostri polmoni saranno colore pecie. I pinguini, le foche, poveri animali... petroliere occidentali, eh si, mettere in pericolo ed intossicare vita animali per il guadagno. Oh, che ricordo adesso Germania-Italia, partita difficile e sudata, e poi la Francia, la testata verso Materzzati, poi subito dopo Grosso tutti in piazza a festeggiare, sotto l'aqua della Cairoli, le madri insulse dei nostri amici, la loro fastidiosa presenza. Stranchisco le braccia, le inghie della destra mi danno fastidio quando scrivo, ma non voglio tagliarmele, sapete com'è, la chitarra... devo diventare più bravo, devo esercitarmi, spero di farlo bene e molto soprattutto d'estate quando anche le cordano sudano calore. Adesso basta, mi sono stancato, mi è venuto anche un po di sonno, a domani, se si campa.
Ed è gia scomparso. Quel maledetto desiderio passionale che fu un focolare di sentimenti opposti, quel che vivo e morente. Per fortuna o per sfortuna adesso quello non c'è più. Il pensare non mi abbandonava per nessun'attimo del dì, ne di notte ne di giorno. Musa delle mie "nugae" quella fiamma ardente, indifferente di me, ne smossa ne spintonata dal mio inchiostro, serenamente bruciava il tempo che per me trascorreva oscuramente. Ed è giusto che adesso sia così, metamorfosi del cuore, toccasana della mente. Chiave di volta naturale, l'unica vera moneta assieme al suo fratello zotico che fa camminare il mondo intero, anche più importante del occidentale Dio, quello Denaro. Miope al senno ragionato, non vedevo ciò che più ovvio poteva esserci, anche per gli stupidi. Malcostume umano, oggi dilaga sempre più e con maggiore forza sulla gente e società. Testimone di ipocrisia anche in questo campo, l'universo ha perso di gravità, ciò di cui fino ad oggi era certo e necessario. Incoraggiato dalla nuova alba, mi appresto a non ritornare nuovamente a zoppicare nella cieca notte della noia.